Etna, doppia eruzione: si apre una nuova frattura nella Valle del Leone

Etna, doppia eruzione: si apre una nuova frattura nella Valle del Leone. L’Etna torna a dare spettacolo con una nuova intensa fase eruttiva. Dopo il parossismo che nella notte tra mercoledì e giovedì sembrava essersi ormai concluso, il vulcano ha ripreso vigore con una doppia attività: da un lato le fontane di lava dal cratere Voragine, dall’altro l’apertura di una nuova frattura eruttiva a circa 2.700 metri di quota nella Valle del Leone, al di sotto dell’orlo di Piano delle Concazze.

Secondo il monitoraggio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’ampiezza del tremore vulcanico è tornata su valori elevati, segnando l’inizio di una nuova fase parossistica. L’attività stromboliana del cratere Voragine è rapidamente aumentata d’intensità, generando spettacolari fontane di lava visibili anche a grande distanza.

Contestualmente, una nuova frattura eruttiva si è aperta sul fianco del vulcano, nella Valle del Leone, dalla quale fuoriesce materiale lavico. Prosegue inoltre l’effusione che si riversa all’interno del cratere di Nord-Est, mentre una nube di cenere continua a propagarsi in direzione sud-ovest.

L’INGV segnala anche una ricaduta di cenere nell’area di Monte Denza, invitando alla prudenza nelle zone interessate dal fenomeno.

La nuova ripresa dell’attività arriva a poche ore dalla conclusione del precedente episodio eruttivo, iniziato nella notte con un’attività stromboliana alla Voragine e culminato in imponenti fontane di lava e nell’espulsione di brandelli di magma incandescente dalla zona sommitale del vulcano.

Durante la fase più intensa dell’eruzione, la colonna eruttiva ha raggiunto un’altezza di circa 7 chilometri, spostandosi verso nord-ovest. Per questo motivo l’INGV aveva innalzato al livello massimo, il rosso, l’allerta VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation). In via precauzionale era stato temporaneamente chiuso un settore dello spazio aereo, senza tuttavia interrompere l’operatività dell’aeroporto internazionale di Catania.

L’evoluzione dell’attività eruttiva viene costantemente monitorata dagli esperti dell’INGV, che continueranno a seguire l’andamento del fenomeno nelle prossime ore.

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