Catania, Super Mario colpisce ancora. Il supereroe del Catania stavolta ha il volto di Mario Ierardi. Quando il cronometro corre verso il recupero e la partita sembra ormai destinata al pareggio, il difensore rossazzurro sale più in alto di tutti e, con un colpo di testa, spedisce il pallone alle spalle di De Lucia.
È il gol del 2-1, quello che regala al Catania tre punti pesantissimi sul difficile campo della Casertana e soprattutto una vittoria che sembra confermare qualcosa di importante: la squadra di Longo sta finalmente trovando una propria identità.
Non è stata una vittoria casuale. È stata una vittoria costruita con aggressività, organizzazione e capacità di soffrire. Una vittoria “sporca”, come aveva chiesto Longo dopo il pareggio contro il Barletta, ma anche una prestazione nella quale il Catania ha mostrato per lunghi tratti un calcio intenso e dominante.
Un primo tempo da squadra dominante
L’approccio degli etnei al Pinto è stato completamente diverso rispetto a quello visto al Massimino contro il Barletta.
Il Catania ha aggredito subito la partita, alzando il pressing e impedendo alla Casertana di costruire con tranquillità. Pressione, recupero del pallone, attacco degli spazi e ripartenze: per almeno trenta minuti i rossazzurri hanno imposto il proprio ritmo.
Non è un caso che il vantaggio sia arrivato già al 4′. L’incursione di Masciangelo ha mandato in difficoltà la retroguardia campana e il fallo commesso in area ha portato al calcio di rigore. Dal dischetto Cicerelli non ha sbagliato.
Ma il dato più interessante è che il Catania non si è accontentato del vantaggio.
Gli etnei hanno continuato ad attaccare, costruendo diverse occasioni e costringendo De Lucia a interventi importanti. La Casertana ha concesso troppo e il Catania avrebbe potuto presentarsi all’intervallo con un margine più ampio.
È stato un primo tempo nel quale si è vista una squadra corta, aggressiva e capace di recuperare il pallone molto alta. Un’immagine emblematica arriva dalla fase di costruzione della Casertana: diversi giocatori rossazzurri contemporaneamente in pressione, a testimonianza di un atteggiamento finalmente corale.
Lunetta prima punta, la mossa che funziona
Tra le scelte di Longo, quella di schierare Lunetta in posizione avanzata merita una menzione particolare.
Il numero 23 ha disputato probabilmente la sua migliore gara stagionale, interpretando il ruolo di prima punta in maniera moderna. Non un centravanti statico, ma un giocatore capace di muoversi, legare i reparti, attaccare gli spazi e disturbare continuamente la costruzione avversaria.
Lunetta è stato una sorta di punto di connessione tra centrocampo e attacco, consentendo agli esterni di avere spazio e permettendo al Catania di mantenere una struttura offensiva molto aggressiva.
Alle sue spalle, Cicerelli e Cavuoti hanno garantito qualità e imprevedibilità, mentre sulle corsie Masciangelo e Bruzzaniti hanno fornito gamba e ampiezza.
Una soluzione che sembra aver dato maggiore equilibrio alla fase offensiva.
La difesa a tre convince
L’altra grande certezza arriva dalla scelta della difesa a tre.
Di Gennaro e Ierardi hanno dato solidità al reparto e soprattutto hanno permesso alla squadra di mantenere una struttura più compatta.
Di Gennaro ha gestito con esperienza gli attaccanti avversari, mentre Ierardi, oltre alla decisiva rete finale, ha disputato una partita di grande attenzione.
Ma il vero punto di equilibrio sembra essere ancora una volta Quaini.
Il suo ritorno in mezzo al campo, insieme a Vallocchia, ha dato al Catania una coppia capace di garantire quantità, ordine e protezione alla difesa. I due mediani sembrano ormai diventati elementi centrali dell’idea di Longo.
Con Quaini e Vallocchia il Catania sembra avere trovato il proprio equilibrio in mezzo al campo.
E quando il centrocampo funziona, anche la distanza tra i reparti si riduce. È esattamente ciò che era mancato in alcune delle precedenti uscite.
La ripresa e quei venti minuti di sofferenza
La partita, però, non è stata perfetta.
All’inizio della ripresa il Catania ha perso intensità e la Casertana ne ha approfittato. Gli etnei hanno concesso troppo spazio e, in circa venti minuti, hanno permesso ai padroni di casa di costruire diverse situazioni pericolose prima di trovare il pareggio.
È stato il momento più delicato della gara.
La squadra è apparsa più stanca, meno aggressiva e con la “gamba” meno brillante rispetto al primo tempo. La Casertana ha alzato il ritmo e Longo ha dovuto intervenire con i cambi per dare ossigeno alla squadra e ridisegnarne gli equilibri.
Anche Dini è stato decisivo in questa fase, contribuendo a mantenere il risultato in equilibrio.
È proprio qui che il Catania deve ancora migliorare: una squadra dominante non può concedere così tanto dopo aver costruito un primo tempo di quel livello.
Ma c’è una differenza sostanziale rispetto alle partite precedenti: stavolta i rossazzurri hanno saputo reagire alla difficoltà senza disunirsi.
Super Mario all’ultimo respiro
Quando sembrava che il pareggio fosse ormai scritto, il Catania ha trovato l’ultimo affondo.
Calcio d’angolo di Insigne, palla in area e stacco imperioso di Ierardi.
Gol.
Un gol che vale tre punti, ma anche qualcosa di più. Perché arriva al termine di una partita nella quale il Catania ha dominato per lunghi tratti, ha sofferto quando l’avversario ha alzato il ritmo e ha avuto la capacità di rimanere dentro la gara fino all’ultimo secondo.
Questa è forse la novità più importante.
La strada sembra quella giusta
Dopo Picerno era arrivato il pareggio con il Barletta. A Caserta il Catania ha ritrovato quella cattiveria agonistica che era mancata in alcune precedenti occasioni.
La difesa a tre sembra dare maggiori certezze. Quaini e Vallocchia stanno diventando il cuore della mediana. Lunetta davanti ha offerto una soluzione interessante. Cicerelli e Cavuoti possono esprimere la loro qualità con maggiore libertà, mentre gli esterni garantiscono profondità e ampiezza.
Longo sembra aver trovato una traccia tattica sulla quale lavorare.
Ma proprio questa vittoria indica anche il prossimo passo da compiere: trasformare la sofferenza in gestione e il dominio in gol.
Il Catania ha avuto la possibilità di chiudere prima la partita e non può permettersi di concedere venti minuti di fuoco all’avversario dopo un primo tempo del genere.
Per il resto, quella di Caserta è una vittoria che pesa. Per la classifica, per il morale e soprattutto per la consapevolezza.
Il Catania sta imparando a essere bello quando può, aggressivo quando serve e “sporco” quando la partita lo impone.
Forse è proprio questo il Catania che Longo stava cercando. Ora, però, bisogna dare continuità a questa identità.