Catania, studenti e lavoratori in piazza contro guerra e caro vita. Una mobilitazione che attraversa le strade del centro storico per accendere i riflettori sulle difficoltà economiche delle famiglie, sulle condizioni della scuola pubblica e sulle politiche del Governo in materia di spesa militare. Anche Catania è stata protagonista dello sciopero generale proclamato dall’Usb, con migliaia di lavoratori e studenti scesi in piazza per chiedere maggiori investimenti nei servizi pubblici, nell’istruzione e nella ricerca.
La manifestazione ha raggiunto piazza Stesicoro dopo essere transitata dal centro storico e dagli Archi della Marina. Al momento non si segnalano particolari disordini.
Al centro della protesta, il crescente costo della vita, la precarietà occupazionale, le condizioni degli istituti scolastici e la contrarietà all’aumento delle spese militari. I manifestanti chiedono un cambio di priorità nelle politiche economiche, con risorse destinate soprattutto a scuola, sanità, ricerca e welfare.
Una mobilitazione che, come sottolineato dagli organizzatori, non riguarda soltanto il mondo del lavoro, ma anche le nuove generazioni, sempre più preoccupate per le prospettive occupazionali e per un futuro caratterizzato da poche certezze.
«È il nostro giorno. Pretendiamo una redistribuzione della ricchezza, perché a mandare avanti questo Paese ogni mattina sono le persone che si svegliano alle sei per andare a lavorare e gli studenti che entrano nelle scuole sperando in un futuro migliore, ma che troppo spesso trovano precarietà e mancanza di certezze», ha dichiarato Luigi Del Prete, direttore generale Usb.
Del Prete ha definito la giornata «il giorno della rabbia», dando voce al malcontento di quanti, nonostante il lavoro e i sacrifici quotidiani, faticano ad arrivare a fine mese e non riescono a guardare con fiducia al futuro.
La protesta si inserisce in una mobilitazione di carattere internazionale: secondo gli organizzatori, sono oltre 113 i porti nel mondo coinvolti nell’iniziativa per ostacolare il transito delle armi.

Lo sciopero generale ha quindi assunto anche un forte significato politico e sociale: una giornata di rivendicazioni nella quale lavoratori e studenti chiedono che le risorse pubbliche vengano indirizzate verso il miglioramento delle condizioni di vita, la tutela dei diritti e la costruzione di maggiori opportunità per le nuove generazioni.