Catania, cuccioli ammassati dentro gabbie in un garage di Librino. Venti cagnolini di varie razze e dodici furetti ammassati in un garage nel quartiere di Librino, costretti a vivere in spazi angusti e in condizioni igieniche incompatibili con il loro benessere. È quanto emerso dopo l’intervento di una pattuglia della squadra volanti della Polizia di Stato che, durante alcuni controlli nella zona, ha sentito dei guaiti provenire da un locale, riuscendo a individuare il garage e a portare alla luce una situazione che ha richiesto l’immediato intervento delle autorità.
Gli animali sono stati messi in salvo e affidati al soccorso veterinario. I veterinari dell’Asp hanno riscontrato condizioni di malnutrizione in alcuni cuccioli e l’assenza di microchip. Il proprietario del garage è stato denunciato per maltrattamento di animali e detenzione degli stessi in condizioni incompatibili con la loro natura.
Una vicenda che riaccende i riflettori sul fenomeno della detenzione di animali in condizioni degradanti e sulla necessità di contrastare con determinazione ogni forma di maltrattamento.
Il Partito Animalista Italiano presenta denuncia in Procura
Sulla vicenda è intervenuto il Partito Animalista Italiano, che ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica affinché vengano svolti tutti gli accertamenti necessari e siano individuate eventuali ulteriori responsabilità.
Il Partito chiede che venga fatta piena luce sulla provenienza degli animali, sulle finalità della loro detenzione e sulle eventuali attività legate alla loro cessione o commercializzazione, qualora emergano elementi in tal senso dalle indagini.
«È inaccettabile che nel 2026 si possano ancora trovare decine di animali ammassati in un garage, stipati in piccole gabbie e costretti a vivere in condizioni igieniche precarie. Parliamo di esseri viventi che provano dolore, paura e sofferenza, non di oggetti da accatastare in un locale e trattare senza alcun rispetto», dichiara Patrick Battipaglia, Coordinatore regionale del Partito Animalista Italiano. «Se non fosse stato per l’attenzione degli agenti, che hanno sentito quei guaiti durante un controllo di routine, questa situazione sarebbe potuta andare avanti ancora a lungo. A loro va il nostro ringraziamento per aver individuato il garage e contribuito a salvare questi animali. Ma non possiamo limitarci a festeggiare il loro salvataggio: dobbiamo domandarci come sia stato possibile arrivare a una situazione del genere e se qualcuno avrebbe potuto intervenire prima».
Patrick Battipaglia prosegue con toni duri: «Il Partito Animalista Italiano ha presentato denuncia in Procura perché riteniamo indispensabile che la vicenda venga approfondita fino in fondo. Vogliamo che siano accertate tutte le responsabilità e che, qualora vengano confermate le violazioni contestate, siano applicate le sanzioni previste dalla legge. Non bastano le indignazioni del momento e le operazioni di salvataggio: occorrono controlli efficaci, prevenzione e conseguenze concrete per chi maltratta gli animali».
«Gli animali non sono merce. Basta voltarsi dall’altra parte»
Il Coordinatore regionale del Partito Animalista Italiano richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di una maggiore vigilanza nei confronti delle situazioni di detenzione irregolare.
«L’assenza del microchip, riscontrata dai veterinari dell’Asp, e le condizioni di malnutrizione di alcuni cuccioli sono elementi che meritano la massima attenzione da parte degli organi competenti. Saranno le indagini a chiarire ogni aspetto della vicenda, ma una cosa deve essere chiara: gli animali non possono essere trattati come merce da custodire in un garage, senza rispetto per le loro esigenze fondamentali».
«La nostra denuncia – conclude Battipaglia – è un atto concreto per chiedere giustizia per quei venti cagnolini e quei dodici furetti. Continueremo a seguire la vicenda e a batterci affinché episodi del genere non vengano archiviati nell’indifferenza. La tutela degli animali non può essere soltanto uno slogan: deve tradursi in controlli, responsabilità e applicazione rigorosa delle leggi. Chi infligge sofferenza agli animali deve sapere che non può contare sul silenzio o sull’indifferenza di tutti».