Scaffali vuoti nei supermercati per il blocco degli autotrasportatori: frutta e verdura scarseggiano

Scaffali vuoti nei supermercati per il blocco degli autotrasportatori. Frutta, ortaggi, carne e latticini tra i prodotti più difficili da reperire. Confcommercio Sicilia stima perdite fino a 50 milioni di euro dopo cinque giorni di stop. A rischio anche le produzioni agricole invendute.

Il blocco dell’autotrasporto comincia a far sentire pesantemente i suoi effetti sulle tavole dei siciliani. Nei supermercati di diverse aree dell’Isola si registrano difficoltà negli approvvigionamenti e scaffali sempre più vuoti, soprattutto nei reparti dedicati ai prodotti freschi. Frutta, ortaggi, carne, formaggi e salumi risultano tra le merci maggiormente interessate dai disagi, mentre iniziano a emergere criticità anche per altri generi alimentari, tra cui la pasta.

Una situazione che alimenta la preoccupazione dei consumatori, alle prese con il rischio di una progressiva riduzione dell’offerta nei punti vendita. La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio sta infatti provocando pesanti ripercussioni sulla rete dei trasporti e sulla distribuzione delle merci in Sicilia.

Danni economici fino a 50 milioni di euro

Il fermo, accompagnato dal blocco dei principali accessi e dalle difficoltà nei collegamenti marittimi, sta mettendo sotto pressione l’intera filiera commerciale. Le conseguenze economiche sono già rilevanti: secondo le stime di Confcommercio Sicilia, dopo appena cinque giorni di interruzione della movimentazione delle merci, le perdite per il sistema economico regionale oscillerebbero tra i 40 e i 50 milioni di euro.

A risentirne maggiormente è la Grande distribuzione organizzata, insieme alle attività commerciali che dipendono quotidianamente dalla disponibilità di prodotti freschi. Il rischio è che, con il prolungarsi della protesta, le difficoltà nelle forniture si traducano in ulteriori disagi per cittadini e imprese.

Agricoltura in difficoltà, a rischio le produzioni invendute

Tra i settori più esposti c’è quello agroalimentare. L’impossibilità di trasportare rapidamente le merci deperibili rischia di compromettere il lavoro delle aziende agricole, con prodotti che potrebbero deteriorarsi prima di raggiungere i mercati.

A lanciare l’allarme è anche il Consorzio di Tutela del Pomodoro di Pachino IGP, che segnala la presenza di ingenti quantitativi di prodotto invenduto o rimasto nei campi, anche a causa delle difficoltà nelle operazioni di raccolta e consegna.

Una situazione che rischia di provocare perdite significative per i produttori, già alle prese con costi di gestione elevati, e di mettere in difficoltà un comparto strategico per l’economia siciliana.

Gli autotrasportatori chiedono risposte sul caro carburante

Alla base della mobilitazione resta l’aumento del costo del gasolio, che pesa sui bilanci delle imprese di trasporto e alimenta la richiesta di un adeguamento delle tariffe per garantire la sostenibilità economica delle attività.

Sul fronte siciliano, gli autotrasportatori avrebbero manifestato la disponibilità a interrompere il fermo, ponendo però come condizione l’apertura di un confronto con le istituzioni e l’individuazione di misure concrete a sostegno del settore.

La situazione resta quindi delicata. Da una parte le rivendicazioni degli operatori, che chiedono interventi per contenere gli effetti del caro carburante; dall’altra le conseguenze di una protesta che rischia di coinvolgere sempre più direttamente famiglie, commercianti e produttori agricoli.

Per i consumatori siciliani, intanto, la preoccupazione è che le difficoltà logistiche possano continuare nei prossimi giorni, con ulteriori ripercussioni sulla disponibilità dei prodotti alimentari e sull’intero sistema distributivo regionale.

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