San Giovanni La Punta, palestra scolastica ancora chiusa dopo i lavori. Una palestra scolastica che rimane chiusa, studenti costretti a svolgere educazione fisica nel cortile, sull’asfalto e indipendentemente dalle condizioni meteorologiche. È questa la situazione denunciata dal Comitato Civico San Giovanni La Punta Migliore al plesso Enrico Fermi dell’Istituto comprensivo Giovanni Falcone, dove, nonostante i lavori effettuati, la palestra non sarebbe ancora fruibile dagli alunni.
Una situazione che solleva interrogativi e che richiede risposte chiare da parte dell’amministrazione comunale e degli enti competenti. Per quale motivo la palestra è ancora inutilizzabile? Quali ostacoli impediscono la riapertura? E soprattutto, quando gli studenti potranno tornare a svolgere regolarmente attività motoria in uno spazio coperto e adeguato?
Domande legittime, alle quali famiglie e studenti hanno diritto di ricevere risposte. Perché l’educazione fisica non è una materia di serie B e la disponibilità di strutture scolastiche adeguate non può essere considerata un dettaglio trascurabile.
A intervenire sulla vicenda è Patrick Battipaglia, portavoce del Comitato Civico San Giovanni La Punta Migliore e coordinatore regionale del Partito Animalista Italiano, che esprime forte indignazione per una situazione che penalizza direttamente gli studenti.
«È inaccettabile che, dopo i lavori effettuati, la palestra del plesso Fermi sia ancora chiusa e che i nostri ragazzi siano costretti a fare educazione fisica sull’asfalto, in un cortile e con qualsiasi condizione meteorologica. Vorremmo sapere chi ha deciso di mantenere chiusa la palestra, per quale ragione e quali siano i tempi previsti per restituirla agli studenti. Se esistono problemi tecnici, amministrativi o legati alla sicurezza, è doveroso comunicarli con trasparenza. Se, invece, non ci sono impedimenti, non si comprende perché la struttura non venga resa disponibile».
Battipaglia punta l’attenzione anche sul significato educativo e sociale della vicenda:«Parliamo di ragazzi che hanno diritto a svolgere attività fisica in condizioni adeguate, senza essere costretti a utilizzare spazi di fortuna. Lo sport è parte integrante della formazione, favorisce il benessere e la socialità e non può essere sacrificato per ragioni che, almeno fino a oggi, non sono state chiarite pubblicamente. Una palestra scolastica non è un lusso, ma un servizio essenziale per la comunità scolastica».
Il portavoce del Comitato Civico sottolinea inoltre la necessità di evitare che il problema venga affrontato soltanto dopo ulteriori segnalazioni o proteste.
«Non possiamo continuare ad accettare che siano le famiglie a dover sollevare continuamente questioni che riguardano il funzionamento e la dignità della scuola pubblica. Chiediamo che venga fatta chiarezza e che si indichino tempi certi per la riapertura. Non bastano i lavori eseguiti o annunciati: ciò che conta è che le strutture siano effettivamente utilizzabili e accessibili agli studenti».
Il Comitato Civico San Giovanni La Punta Migliore chiede pertanto agli enti competenti di fornire spiegazioni ufficiali sulle ragioni della chiusura, sullo stato della palestra e sulle eventuali procedure ancora necessarie per consentirne l’utilizzo.
«Pretendiamo più rispetto per la scuola e, soprattutto, per i nostri figli», conclude Battipaglia. «I ragazzi non possono essere quelli che pagano il prezzo di ritardi, disorganizzazione o mancanza di chiarezza. La scuola deve garantire ambienti adeguati per studiare, crescere e fare sport. Su questa vicenda continueremo a chiedere risposte e soluzioni concrete, nell’interesse degli studenti e delle loro famiglie».