Le Veglie di Agata. Un percorso culturale che mette in dialogo teatro, poesia, musica, danza e arti visive, restituendo alla città uno spazio di incontro e riflessione attorno alla figura di Sant’Agata. Nasce con questo obiettivo “Le Veglie di Agata”, il nuovo palinsesto artistico-culturale ideato e curato da Valentina Giua, che dal 10 al 29 luglio animerà il Palazzo della Cultura (Palazzo Platamone) con cinque appuntamenti serali e due mostre d’arte.
Più che una semplice rassegna, “Le Veglie di Agata” si propone come un’esperienza corale, costruita intorno a un’idea precisa: la poesia non è soltanto un genere letterario, ma la radice comune di ogni forma di espressione artistica. È lo sguardo capace di dare significato al gesto del danzatore, alla voce dell’attore, al suono della musica e al colore sulla tela.
«Le Veglie di Agata nascono dal desiderio di restituire alla città uno spazio di ascolto, bellezza e partecipazione attorno alla figura della Santa Patrona. Un palinsesto corale, in cui arte, parola, musica e memoria si incontrano per raccontare Sant’Agata oltre l’immagine consueta: presenza viva, simbolo di identità, coraggio e comunità. Ogni appuntamento è pensato come una piccola veglia contemporanea, capace di accendere nuove prospettive sul nostro patrimonio culturale e umano», spiega Valentina Giua, progettista e curatrice culturale della manifestazione.
Le serate, in programma indicativamente dalle 19.30 alle 23.00, offriranno al pubblico un viaggio attraverso linguaggi artistici differenti.
Ad aprire il calendario, venerdì 10 luglio, sarà lo spettacolo teatrale realizzato dall’Accademia di Recitazione di Lucia Sardo e Marcello Cappelli. Il 15 luglio sarà invece dedicato alla parola con il Poetry Open Mic, uno spazio di libera espressione aperto a poeti, artisti e performer.
Il 19 luglio la scena sarà affidata alle tradizioni popolari con l’esibizione del Gruppo Teatrale Folk I Lapilli, seguita dal concerto dell’ensemble Harmonia Ostinata.
Il 22 luglio sarà la volta dell’improvvisazione teatrale con gli attori di Attimpari, scuola nazionale di improvvisazione.
Gran finale il 29 luglio, con la danza della scuola Elementos, diretta da José Adornetto, e il concerto della band catanese Miqrà.
Ad accompagnare il programma performativo saranno anche due esposizioni ospitate nella Sala del Piccolo Parlatoio del Palazzo della Cultura. Dal 12 al 19 luglio sarà visitabile la mostra personale di Martina Privitera, mentre dal 19 al 26 luglio gli spazi accoglieranno le opere del maestro Salvo Coglitori.
Attraverso il dialogo tra discipline artistiche diverse, “Le Veglie di Agata” intende offrire una nuova lettura della patrona di Catania, trasformando la sua figura in un punto d’incontro tra memoria, identità e creatività contemporanea. Un invito rivolto alla città a vivere la cultura come esperienza condivisa, dove ogni linguaggio artistico contribuisce a costruire un racconto collettivo fatto di bellezza, partecipazione e senso di comunità.