Etna, scatta l’allarme: interdetta la zona sommitale. A Catania sospesi i voli aerei

Etna, scatta l’allarme: interdetta la zona sommitale. Sale il livello di attenzione sull’Etna. Dopo l’incremento dell’attività esplosiva alla Voragine e il progressivo aumento dei parametri sismici e infrasonici, arriva un nuovo importante aggiornamento sul fronte della sicurezza: il sistema di allertamento ETNAS è passato al livello F1, associato a un’alta probabilità di accadimento imminente di fontane di lava.

A seguito del passaggio a F1, il Dipartimento Regionale della Protezione Civile ha attivato la fase operativa di ALLARME e disposto l’interdizione della Zona Sommitale (ZS). Si tratta di una misura prevista dalle procedure di protezione civile per la gestione dell’attività vulcanica dell’Etna.

Etna, prosegue l’attività effusiva

Nel frattempo, le osservazioni effettuate attraverso le telecamere di sorveglianza e i sopralluoghi del personale dell’INGV-Osservatorio Etneo confermano la prosecuzione dell’attività effusiva dalle bocche situate a 2.750 e 1.900 metri di quota.

È invece cessata l’attività effusiva dalla bocca posta a quota 2.090 metri.

Il fronte lavico più avanzato, alimentato dalla bocca di quota 1.900 metri, alle 9:45 UTC aveva raggiunto quota 1.340 metri, superando di poco Rocca Capra, nella Valle del Bove.

La colata continua quindi ad avanzare sul versante della Valle del Bove, mentre l’INGV mantiene costante il monitoraggio dell’evoluzione del fenomeno.

Cresce l’attività esplosiva della Voragine

Particolarmente significativo il quadro registrato al cratere Voragine.

Dalle 16:55 UTC l’attività esplosiva ha mostrato un incremento significativo, accompagnato dall’emissione di cenere vulcanica dispersa nel quadrante meridionale.

Anche il tremore vulcanico ha evidenziato un’evoluzione importante. A partire dalle 10 UTC circa, l’ampiezza media ha registrato un chiaro incremento, raggiungendo il massimo tra le 12 e le 15 UTC.

Attualmente il tremore presenta modeste oscillazioni, ma continua a mantenersi su valori elevati.

Le sorgenti del tremore risultano localizzate nell’area della Voragine e a nord del cratere Bocca Nuova, a circa 3.000 metri sul livello del mare.

Attività infrasonica su livelli molto alti

Preoccupante anche l’andamento dell’attività infrasonica.

Dalle prime ore della giornata è stata registrata una crescita progressiva, diventata particolarmente marcata dalle 10 UTC. Al momento, il livello dell’attività infrasonica viene indicato come molto alto.

Gli eventi sono stati localizzati principalmente nell’area della Voragine, dove le ampiezze sono passate progressivamente da valori bassi a livelli elevati.

In misura minore, l’attività infrasonica ha interessato anche il Cratere di Nord-Est, dove gli eventi hanno comunque raggiunto ampiezze elevate.

Le reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo, invece, non evidenziano variazioni significative.

Scatta l’ALLARME: zona sommitale interdetta

Il passaggio del sistema ETNAS a F1 rappresenta dunque un ulteriore elemento di attenzione nell’evoluzione della situazione.

La Protezione Civile Regionale ha attivato la fase operativa di ALLARME, disponendo l’interdizione della Zona Sommitale dell’Etna.

L’indicazione è particolarmente importante per operatori, escursionisti e per tutte le persone eventualmente presenti nelle aree sommitali: con l’attivazione dell’ALLARME devono essere sospese le attività nella zona interessata e devono essere applicate le misure previste dalle procedure di protezione civile.

L’evoluzione dei fenomeni sarà seguita costantemente dalle strutture di monitoraggio e dal sistema regionale di Protezione Civile.

Cenere vulcanica, chiuso il settore C1 dell’aeroporto di Catania

L’attività dell’Etna continua ad avere ripercussioni anche sul traffico aereo.

La SAC, società di gestione dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa, ha disposto l’estensione della chiusura del settore di volo C1.

Il provvedimento comporta la sospensione di tutti i voli in arrivo fino alle ore 8 di venerdì 14 agosto.

La presenza di cenere vulcanica in quota e sui piazzali di sosta continua infatti a rappresentare un rischio per la sicurezza della navigazione aerea e per le operazioni di terra.

Per questo motivo le autorità aeroportuali e l’Unità di Crisi stanno mantenendo la massima cautela, monitorando l’evoluzione della nube di cenere e le condizioni dello spazio aereo.

Passeggeri, verificare il proprio volo

La situazione potrebbe determinare ritardi, cancellazioni o dirottamenti dei collegamenti aerei.

Ai passeggeri viene quindi raccomandato di verificare direttamente con la propria compagnia aerea lo stato del volo prima di recarsi in aeroporto.

L’evoluzione dell’attività dell’Etna, della nube di cenere e dei parametri monitorati dall’INGV sarà determinante per le prossime decisioni sull’operatività dell’aeroporto e sulla permanenza delle restrizioni.

Intanto, con il passaggio a F1 e l’attivazione della fase di ALLARME, l’attenzione sul vulcano torna ai massimi livelli.

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