Etna. Si intensifica l’attività dell’Etna. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo ha comunicato che l’attività stromboliana al cratere Voragine, già in corso nelle ore precedenti, si è progressivamente rafforzata fino a trasformarsi, intorno alle 19:30 UTC, in una vera e propria fontana di lava, fenomeno che al momento della diffusione dell’aggiornamento risulta ancora in corso.
La nuova fase eruttiva è accompagnata dalla formazione di una nube eruttiva che viene trasportata dai venti in direzione sud-est (SE), mentre l’attività esplosiva al cratere sommitale continua a mantenersi particolarmente intensa.
Anche i parametri di monitoraggio registrano un’evoluzione significativa. A partire dalle 19:00 UTC l’ampiezza media del tremore vulcanico ha fatto registrare un rapido incremento, raggiungendo l’intervallo dei valori alti e mostrando una tendenza a un ulteriore aumento. Secondo gli esperti dell’INGV, il centroide delle sorgenti del tremore si trova nell’area del cratere Voragine, a una quota compresa tra i 2.900 e i 3.000 metri sopra il livello del mare.
Elevata anche l’attività infrasonica, con eventi localizzati al cratere Voragine e caratterizzati da ampiezza media e, in alcuni casi, elevata, confermando l’intensificazione dell’attività eruttiva.
Per quanto riguarda il monitoraggio delle deformazioni del suolo, la rete GNSS continua a non evidenziare variazioni significative. È stata invece registrata, dalle 20:28 UTC, una lieve variazione dei segnali del clinometro di Cratere del Piano (ECP), pari a circa 0,2 microradianti, un dato che sarà oggetto di ulteriori valutazioni da parte dei ricercatori.
L’INGV continua a seguire costantemente l’evoluzione del fenomeno attraverso la rete di monitoraggio dell’Osservatorio Etneo. Ulteriori aggiornamenti saranno diffusi nelle prossime ore qualora l’attività del vulcano dovesse subire nuove variazioni.