L’assessore Vittorio Lo Sauro, con una nota, dice la sua sul dibattito sulla riforma della giustizia in vista dell’imminente referendum del 22 e 23 marzo:
“In questi giorni di acceso dibattito sulla riforma della giustizia che verrà sottoposta a referendum il 22 e 23 marzo 2026, mi trovo spesso a confronto con chi quotidianamente vive la comunità locale, sia da cittadino che da rappresentante. In queste occasioni tendo a ribadire un principio che ritengo di estrema importanza: ognuno è libero di esprimere le opinioni pro o contro la riforma, ma credo che i rappresentanti delle istituzioni democratiche debbano mantenere una neutralità di parte a garanzia delle istituzioni stesse e della cittadinanza. Il voto è libero e segreto, la propaganda pubblica è un’altra cosa.
Nello specifico a destare preoccupazione è lo schieramento militante dei magistrati che partecipano a eventi politici organizzati da partiti, confermando di fatto quello che in molti cittadini è un’idea consolidata, ovvero la manifesta appartenenza a una determinata area politica. Credo che un magistrato in servizio debba mantenere indipendenza, imparzialità e anche l’apparenza di imparzialità nei comportamenti pubblici. Si tratta dello stesso principio di responsabilità e appartenenza allo Stato che per esempio viene adottato dalle istituzioni che garantiscono la sicurezza di tutti e il rispetto delle regole civili, dalle forze dell’ordine alle Prefetture passando per gli enti locali. Le istituzioni restino neutrali e non si schierino nei referendum. Questa è una garanzia per tutti i cittadini. Questo significa che i magistrati debbano avere prudenza prendendo posizione su temi politici, soprattutto quando riguardano direttamente l’assetto della giustizia, poiché questo ha riflessi sulla credibilità della magistratura in generale, non del singolo magistrato.
Allo stesso modo, le forze dell’ordine e in particolare i loro alti ufficiali non si sono schierati pubblicamente né per il sì né per il no. Questo non è silenzio: è responsabilità istituzionale. È appartenenza allo Stato. È rispetto del ruolo di garanzia verso tutti i cittadini, indipendentemente dall’esito del voto. Per questo concludo dicendo che la contrapposizione attuale non dovrebbe assumere, soprattutto da parte dei magistrati, una connotazione quasi esistenziale, poiché tutti saremo chiamati a dimostrare vera maturità democratica, a prescindere da chi vincerà, gestendo il risultato che verrà fuori dalle urne evitando strascichi, contrapposizioni permanenti e divisioni irreparabili. Dopo il voto resteremo una sola comunità, con regole comuni e rispetto reciproco”.
Vittorio Lo Sauro