Trecastagni ospita dal 26 al 28 giugno il Festival Vulcani. Torna a Trecastagni il Festival delle terre vulcaniche, giunto alla quarta edizione. Unica manifestazione italiana interamente dedicata al mondo che circonda i ‘camini della Terra’.
Dal 26 al 28 giugno anche la nuova edizione del Festival Vulcani si articolerà su tre serate, provando a raccontare l’Etna e le terre nere non soltanto come montagne, paesaggio o fenomeni naturali, ma come simboli identitari delle popolazioni che vi abitano. Un’idea che porta la firma di Giuseppe Riggio, direttore del Festival, che anche quest’anno ha costruito un programma capace di tenere insieme divulgazione scientifica, memoria, fotografia, arte, musica, escursioni e racconto dei luoghi.
La quarta edizione della manifestazione si svolgerà in collaborazione con il Comune di Trecastagni – “Salotto dell’Etna”, su iniziativa della Fondazione Trecastagni Patrimonio dell’Etna, presieduta da Giovanni Barbagallo. Hanno dato il loro patrocinio l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’Associazione Italiana di Vulcanologia, con il supporto dell’Associazione Etnaviva, della Federescursionismo Sicilia e delle Cantine Nicosia.
Il Festival continuerà così a esprimere la sua vocazione: mettere l’Etna al centro di una narrazione ampia, capace di parlare alla comunità e, allo stesso tempo, di aprirsi al mondo. Perché un vulcano non è mai soltanto materia geologica. Si esprime con attività, può suscitare paura, sprigiona forza e crea bellezza.
L’apertura è programmata per venerdì 26 giugno, nella Sala della Fondazione di largo del Bianco, con Stefano Branca, direttore del Dipartimento Vulcani dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che inaugurerà la manifestazione con un intervento dedicato alla storia del recupero del fondo fotografico di Gaetano Ponte e alla mostra fotografica che verrà inaugurata subito dopo.
Quest’anno saranno, fra gli altri, ospiti del Festival Sara Barsotti, responsabile del dipartimento rischio vulcanico dell’ufficio meteorologico Islandese, la direttrice dell’Osservatorio Vesuviano INGV, Lucia Pappalardo, che illustrerà la instabile situazione dei Campi Flegrei, verrà apposta per il Festival anche uno dei più noti organizzatori di viaggi avventura sui vulcani attivi, il francese Guy de Saint Cyr.
Non mancheranno le presenze assicurate dagli studiosi dell’Università di Catania, Eleonora Pappalardo e Daniele Musumeci, e i graditi ritorni degli esperti dell’INGV, come Mario Mattia, insieme ad apprezzati divulgatori come Andrea Orlando ed Emilio Messina. Uno spazio sarà dedicato all’artista-mecenate Antonio Presti, che ormai da qualche anno ha scelto Catania e l’Etna, mentre uno dei più famosi giornalisti scientifici italiani, Franco Foresta Martin, racconterà la “sua” Ustica, isola vulcanica.
Nelle tre serate ci sarà tempo anche per raccontare le grotte laviche come neviere (con una presentazione di Pippo Triolo del CAI) e per incontrare Massimo Siragusa, un apprezzatissimo fotografo che di recente ha dedicato all’Etna un importante volume (Cavallotto Edizioni).
Come di consueto, durante il Festival sarà proiettato un video-documentario originale appositamente realizzato da Giuseppe Di Stefano e non mancherà l’ottima musica proposta da due raffinate cantanti, Giusy Schilirò e Laura Sfilio.
Durante le mattinate di sabato 27 giugno e domenica 28 giugno si terrà un corso di introduzione ai vulcani e alle loro attività sulla Terra, che sarà curato dal prof. Marco Viccaro sotto l’egida dell’Associazione Italiana di Vulcanologia, offerto gratuitamente a tutti i ragazzi sino a 25 anni.