A volte le vittorie più importanti non sono quelle travolgenti, ma quelle sudate, attese, conquistate centimetro dopo centimetro. Quella del Catania contro il Team Altamura è una vittoria che profuma di concretezza, di maturità, di squadra vera.
Non è stata una partita scintillante, anzi. È stata una sfida nervosa, bloccata, con l’inerzia che sembrava non volersi mai spostare. Ma è proprio lì, quando il gioco si sporca e le idee non scorrono, che si vede la pasta delle grandi squadre.
Il primo tempo è stato un esercizio di pazienza. Toscano lo sapeva: l’Altamura di Devis Mangia è squadra organizzata, capace di chiudere spazi e raddoppiare ovunque. Il Catania ha provato a sfondare sugli esterni, a trovare profondità, ma ogni tentativo si è infranto su un muro biancorosso. Due gol annullati e un paio di occasioni sprecate – su tutte quella di Lunetta a tu per tu con il portiere – hanno raccontato una frazione fatta più di attese che di emozioni.
Poi, nella ripresa, la mossa che cambia la serata: dentro D’Ausilio, Forte e Corbari. E come spesso accade, le partite le vincono i dettagli, o meglio, chi li sa leggere. Toscano lo ha fatto alla perfezione.
Con D’Ausilio in campo il Catania ritrova ritmo e verticalità, il pressing si fa più alto e il Massimino inizia a crederci. Fino al 71’, quando Casasola pennella un cross preciso e Di Gennaro, il difensore con il vizio del gol, sale in cielo e la piazza dove il portiere non può arrivare. È la scintilla che accende la notte.
L’Altamura accusa il colpo, si scopre, e allora i rossazzurri colpiscono ancora: D’Ausilio sfreccia sulla fascia, palla rasoterra al centro e Cicerelli – finalmente in gol su azione – chiude la partita. È l’abbraccio del “Massimino”, il coro che sale, la consapevolezza di aver superato un altro esame.
Perché questa non è stata solo una vittoria, è stata una prova di carattere. Un 2-0 che pesa più di tanti successi larghi, perché è arrivato in una serata complicata, contro un avversario tosto, con la pazienza e la lucidità di chi sa aspettare il momento giusto.
Settima partita casalinga senza subire gol, sesta vittoria tra le mura amiche, vetta (momentanea) riconquistata: numeri che raccontano di una squadra solida, ma anche di un gruppo che crede in sé stesso, che non si disunisce mai.
Il Catania cresce, matura, si compatta. E ogni vittoria così, meno scintillante ma più “vera”, è un passo avanti verso quella consapevolezza che fa la differenza tra una buona squadra e una squadra vincente.