Un gesto che ha lasciato sgomento e rabbia tra i fedeli di San Giovanni La Punta: è stata rubata la campana dell’edicola votiva di via Trappeto dedicata ai Santi martiri Alfio, Filadelfo e Cirino, uno dei piccoli ma significativi simboli della devozione popolare puntese.
La notizia si è diffusa rapidamente tra i residenti del quartiere, dove l’edicola rappresenta da anni un punto di riferimento spirituale. Non si tratta soltanto di un oggetto sottratto, ma di un segno identitario che scandiva momenti di preghiera, passaggi quotidiani, gesti di devozione semplice e autentica.
La rabbia dei fedeli
Molti cittadini parlano apertamente di “furto sacrilego”, sottolineando il valore simbolico della campana, spesso suonata durante le festività dedicate ai tre Santi martiri e in occasione di momenti di raccoglimento personale.
Un gesto che ferisce una comunità abituata a custodire con discrezione ma con grande partecipazione le proprie tradizioni religiose.
A sollevare pubblicamente la questione è stato Patrick Battipaglia, portavoce del Comitato Civico San Giovanni La Punta Migliore, che parla di un episodio «assurdo e vergognoso» e pone una domanda che molti si stanno facendo: «Com’è possibile che un furto del genere sia avvenuto in pieno centro abitato senza che nessuno si accorgesse di nulla?»
Un segnale preoccupante per il territorio
Il furto, secondo il Comitato, si inserisce in una serie di episodi che negli ultimi anni hanno colpito il patrimonio culturale e devozionale del territorio puntese, spesso composto da beni “minori” ma profondamente radicati nella memoria collettiva.
Le edicole votive, infatti, non sono semplici elementi decorativi: sono piccole architetture della fede, nate dall’iniziativa popolare, curate da generazioni di famiglie e vicini di casa. In molti casi rappresentano veri e propri presìdi di comunità, luoghi dove ci si ferma per un segno della croce, un fiore, una candela.
L’appello: «Chi sa parli»
Dai fedeli arriva un appello chiaro: chiunque abbia visto movimenti sospetti o abbia informazioni utili parli, anche in forma riservata, per aiutare a identificare gli autori del gesto.
Non si tratta solo di recuperare una campana, ma di difendere un simbolo che appartiene a tutti.
Perché, come ricordano alcuni anziani del quartiere, «quelle campane non chiamano solo alla preghiera: tengono viva la memoria».
E oggi, a San Giovanni La Punta, quel silenzio improvviso pesa più del suono che per anni ha accompagnato la vita quotidiana della comunità.