Etna, attività in attenuazione: fronti lavici fermi

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha comunicato che la colata lavica compresa tra Rocca Musarra e Rocca Capra non è più alimentata: i fronti risultano fermi e in fase di raffreddamento, come già indicato nel Comunicato di aggiornamento n. 18 del 6 gennaio 2026.

Le condizioni meteorologiche avverse non consentono al momento di definire con precisione lo stato delle bocche eruttive. Durante i sopralluoghi, il personale INGV non ha udito boati riconducibili ad attività esplosiva sommitale, elemento che fa ipotizzare la conclusione dell’attività alla Voragine.

Dal punto di vista sismico, il tremore vulcanico si mantiene su valori medi, con le sorgenti localizzate in prossimità del Cratere di Nord-Est a una profondità compresa tra 1.800 e 2.400 metri sul livello del mare. L’attività infrasonica risulta molto bassa, mentre le reti GNSS-HF e clinometrica non mostrano variazioni significative, indicando una fase di relativa stabilità del vulcano.

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