Si è svolta mercoledì 8 luglio 2026 la solenne commemorazione dell’83° anniversario dei bombardamenti su Catania, un evento che ha unito la città nel ricordo e nella riflessione. La cerimonia ha avuto inizio presso la cripta di S. Euplio con la deposizione di una corona d’alloro, seguita dai saluti istituzionali e dall’intervento del Vicesindaco, dott. Massimo Pesce. La Presidente della sezione provinciale dell’ANVCG, Giuseppina Puccio, ha espresso gratitudine a tutti gli intervenuti, mentre il delegato dell’Arcivescovo, Padre Alfio Carbonaro, ha impartito la benedizione solenne, un momento di profonda unione in preghiera. La dott.ssa Olimpia Maravigna, archeologa e promotrice di pace, ha offerto preziose riflessioni storiche sul sito di S. Euplio, invitando a riscoprire la storia di quei luoghi quotidiani che spesso attraversiamo senza conoscerne le origini: anche questo è un modo per esercitare la memoria.
L’evento è poi proseguito presso la Biblioteca Comunale V. Bellini. Il dibattito si è arricchito degli interventi della Presidente Puccio, del Luogotenente Luigi Lauriola (Comandante della Stazione Carabinieri di Piazza Verga), che ha offerto un quadro esaustivo dell’aspetto normativo internazionale, e della prof.ssa Tiziana Rasà, che ha condiviso una toccante testimonianza diretta legata alla storia di suo nonno, vittima dei bombardamenti. Il programma ha incluso la proiezione di testimonianze video e l’intervento di Dina Castronovo, Presidente della VOI (Volontari Ospedalieri Italiani), che ha raccontato la sua missione quarantennale a sostegno dei più fragili e delle giovanissime vittime dei conflitti, in particolare a Gaza. Un dato allarmante è emerso con chiarezza: la guerra non appartiene al passato, ma resta una piaga drammaticamente attuale. A tal proposito, la Presidente Puccio ha lanciato un monito: “Oggi nel mondo si contano circa 60 conflitti attivi”. Con profonda preoccupazione, la Presidente ha evidenziato come le strategie belliche moderne mirino intenzionalmente a distruggere il tessuto vitale delle nazioni: “È estremamente allarmante l’aumento degli attacchi contro scuole, ospedali, aeroporti e reti idriche, azioni studiate per compromettere deliberatamente il futuro delle popolazioni e dei territori”.
Secondo la Presidente, colpire le scuole equivale a “cancellare la possibilità di una crescita culturale, ipotecando il futuro economico e sociale di intere generazioni”, mentre l’assalto agli ospedali serve a “impedire le cure ai feriti, demoralizzare la popolazione colpendo luoghi che dovrebbero essere sicuri e costringere il personale sanitario specializzato ad abbandonare le zone di conflitto”. Nonostante l’adozione della Dichiarazione Politica sull’uso di armi esplosive nelle aree popolate (EWiPA), sottoscritta a Dublino il 18 novembre 2022 da oltre 80 Paesi per proteggere i civili — che rappresentano circa il 90% delle vittime in tali scenari — il bilancio resta drammatico. Per questo motivo, l’ANVCG aderisce con fermezza alla campagna STOP BOMBING TOWNS AND CITIES: Stop alle bombe sui civili.
Un punto cruciale del dibattito ha riguardato la pericolosità degli ordigni inesplosi che, dopo 83 anni, continuano a mietere vittime. “Troppo spesso si cade nell’errore di credere che il tempo li abbia resi innocui, scambiandoli per cimeli da collezione o addirittura per oggetti comuni come lattine o lumini”, ha avvertito Puccio. In questo contesto, il protocollo d’intesa tra Ministero dell’Istruzione e della Ricerca (MIM) e Ministero della Difesa consente all’ANVCG di organizzare laboratori scolastici per insegnare agli studenti il riconoscimento degli ordigni: “In caso di ritrovamento, la regola è ferrea: non toccare nulla e chiamare immediatamente le Forze Armate. Conoscere per prevenire, informare per salvare vite”. La Presidente ha poi rievocato l’8 luglio 1943, data indelebile per i catanesi, segnata da 190 morti, oltre 300 feriti e la distruzione di 28 chiese, oltre al danneggiamento dell’effige del Cristo Coronato di Porta Uzeda. “A 83 anni da quegli eventi tragici, il nostro dovere è coltivare la memoria”, ha affermato la Presidente. “Ricordare significa omaggiare chi ha perso la vita e chi ancora oggi ne porta i segni sul corpo. Custodire il passato e trasmettere alle nuove generazioni il valore della pace, come impegno civile e morale per il presente e per il futuro, è l’obiettivo primario della nostra associazione”.
La cerimonia si è conclusa con un appello accorato: “Il dolore delle vittime civili ci ricorda che la guerra colpisce innanzitutto gli innocenti. Anche oggi, migliaia di persone continuano a subire le conseguenze devastanti dei conflitti. Dietro ogni vittima c’era e c’è un nome, una famiglia, madri, padri e figli a cui la violenza della guerra ha negato sogni, progetti e futuro. È a loro che rivolgiamo il nostro pensiero, affinché serva da monito per ripudiare ogni conflitto. Onore alla loro memoria, onore a tutte le Vittime Civili di Guerra”.