Catania, vittoria di cuore e di nervi: la Cavese cade nel finale, 2-0 al Massimino

Una sofferenza lunga ottantotto minuti, poi l’urlo liberatorio del Massimino. Il Catania batte 2-0 la Cavese al termine di una partita spigolosa, complicata, a tratti frustrante, risolta solo nel finale grazie alla qualità e alla determinazione dei subentrati. Una di quelle gare sconsigliate ai deboli di cuore, ma che alla fine valgono più dei tre punti.

Il primo tempo rossazzurro è poco brillante. Il Catania costruisce, crea, ma spreca troppo. Forte appare poco reattivo sotto porta, Lunetta non riesce a incidere come in altre occasioni e le occasioni nitide non vengono capitalizzate. La Cavese, ordinata e combattiva, regge l’urto e porta la gara su binari di equilibrio, approfittando anche della poca cattiveria degli etnei negli ultimi sedici metri.

Nella ripresa il copione sembra ripetersi, con un Catania insistente ma monotematico, fino a quando Toscano decide di cambiare volto alla squadra. Non semplici cambi ruolo per ruolo, ma una scelta netta: dentro tutto il peso offensivo disponibile. Rolfini, Caturano, D’Ausilio e soprattutto Bruzzaniti cambiano l’inerzia del match. È proprio l’ex Pineto a prendersi la scena, diventando il vero catalizzatore del finale.

All’88’ l’episodio che spezza l’equilibrio: calcio di punizione battuto da Bruzzaniti, Di Gennaro si fa trovare pronto e batte Boffelli, facendo esplodere lo stadio. Il Catania si scrolla di dosso la paura del pareggio e pochi minuti dopo chiude definitivamente i conti con una prodezza da cineteca di Caturano, una sforbiciata spettacolare che vale il 2-0 e l’ovazione del Massimino.

È una vittoria che pesa. Non tanto per la qualità del gioco, non sempre esaltante, quanto per la capacità di crederci fino all’ultimo contro un avversario generoso, organizzato e mai domo. I rossazzurri concedono pochissimo, ma pagano ancora una volta le difficoltà nella finalizzazione, riuscendo però a rimediare grazie alle soluzioni dalla panchina.

Tre punti fondamentali in una domenica che riporta il Catania in testa alla classifica, in attesa del Benevento. Una vittoria che manda un segnale alle dirette concorrenti: anche quando non brilla, questo Catania sa soffrire, cambiare pelle e colpire al momento giusto. Restano alcune “molliche sotto il tappeto”, ma il carattere mostrato nel finale può diventare una risorsa preziosa nel cammino verso l’obiettivo.

Focus tecnico tattico il Catania vince cambiando pelle

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