Catania, un pareggio che sa di occasione sprecata: allo Zaccheria è 1-1 col Foggia

Il Catania versione trasferta continua a mostrare limiti che al “Massimino” sembrano scomparire. Anche allo Zaccheria finisce senza vittoria: 1-1 contro il Foggia, un risultato che lascia più rimpianti che soddisfazioni per la squadra di Toscano.

Le occasioni create, soprattutto nel primo tempo, sono tante, ma la concretezza sotto porta resta un problema irrisolto lontano da casa.
Gli etnei partono bene, tengono il pallino del gioco e costruiscono diverse chance contro un Foggia generoso ma tutt’altro che impenetrabile. Jimenez e D’Ausilio sprecano due situazioni favorevoli, mentre Pieraccini deve salvare Dini sulla linea nell’unica vera disattenzione difensiva del primo tempo. Il Catania c’è, ma non colpisce.

Nella ripresa l’inerzia sembra sorridere inizialmente ai rossazzurri. Di Gennaro ha sulla testa il pallone del vantaggio, ma incredibilmente manda alto da posizione ravvicinata. Gol sbagliato, gol subito: al 57’ il Foggia passa con Bevilacqua, bravo a girare al volo un pallone su calcio piazzato dopo una bella giocata di D’Amico. Una rete che punisce oltre misura il Catania.

Toscano corre ai ripari con i cambi, i soliti “uomo su uomo”, e l’ingresso di Rolfini dà nuova linfa all’attacco. È proprio da una sua iniziativa che nasce il pareggio: l’attaccante salta Perucchini, il portiere salva sulla linea, poi Jimenez mette in mezzo un pallone deviato in rete da Buttaro per l’1-1. Un gol che potrebbe riaccendere le ambizioni di vittoria, ma è un’illusione di breve durata.

Nel finale il Catania non riesce a produrre una vera pressione offensiva. Solo Forte prova timidamente a impensierire la retroguardia pugliese, ma senza successo. Il pareggio resiste fino al triplice fischio, confermando un dato che pesa: in trasferta i rossazzurri faticano a essere incisivi e continui.

Lo Zaccheria si conferma campo stregato: il Catania non vince a Foggia in campionato dal 1981. Anche questa volta il tabù resta intatto. A pesare sono soprattutto le occasioni mancate: il quasi rigore in movimento fallito da Jimenez nel primo tempo e il colpo di testa di Di Gennaro nella ripresa gridano vendetta. Troppi sprechi per una squadra che ambisce al vertice.

La spinta sulle fasce non è mancata, con Casasola particolarmente propositivo e Donnarumma attivo, così come l’impegno di Jimenez e D’Ausilio nella prima parte di gara. Ma i numerosi cross e i tentativi di imbucata non hanno trovato il giusto riempimento dell’area né la cattiveria necessaria negli ultimi sedici metri.

A fine gara Toscano non nasconde le difficoltà: “Dovevamo essere più determinanti nelle scelte, sia nel primo tempo che nella ripresa. Bravi a riprenderla, ma serve il guizzo giusto negli ultimi metri. I numeri di casa e trasferta parlano chiaro, dobbiamo crescere”. Parole lucide, che fotografano una squadra solida ma ancora incompleta lontano dal Massimino.

Un punto che muove la classifica, ma non cancella i dubbi. Il Catania resta forte tra le mura amiche, ma finché non ritroverà cinismo e personalità anche in trasferta, le ambizioni di primato dovranno fare i conti con questi “vecchi problemi” che il nuovo anno non ha ancora risolto.

Focus tecnico tattico Foggia – Catania: tante azioni, poche finalizzazioni

Credits: foto generata da AI (DALL-E)

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