Catania, tensione in consiglio comunale. Serata agitata a Palazzo degli Elefanti, dove i lavori del consiglio comunale sono stati sospesi a seguito di un tentativo di ingresso forzato nell’aula. Il Palazzo degli Elefanti, sede del governo cittadino, si è trasformato nel centro di una protesta che ha reso necessario lo stop della seduta per motivi legati alla sicurezza.
Stando alle prime informazioni, un gruppo di contestatori avrebbe cercato di accedere con la forza alla sala durante lo svolgimento del dibattito. Decisivo l’intervento delle forze dell’ordine e degli addetti alla sicurezza, che hanno bloccato l’ingresso impedendo ai manifestanti di avvicinarsi ai consiglieri e ai membri della giunta.
Alla base della mobilitazione ci sarebbero le recenti operazioni di sgombero dell’ex palestra Lupo, un immobile occupato abusivamente da anni e inserito in un piano di demolizione e riqualificazione dell’area. Una decisione che ha provocato la reazione di alcuni residenti e degli occupanti, spingendoli a manifestare direttamente all’interno della sede istituzionale.
Nel corso della seduta, alcuni esponenti dell’opposizione avevano manifestato solidarietà ai giovani coinvolti, chiedendo che la questione fosse discussa ufficialmente. Tuttavia, la situazione è rapidamente degenerata tra cori, proteste e momenti di forte tensione, rendendo impossibile la prosecuzione dei lavori.
Per motivi di ordine pubblico è stata quindi disposta l’evacuazione temporanea dell’aula. Alcuni presenti sono stati fatti allontanare, mentre è stato rafforzato il dispositivo di sicurezza sia dentro che fuori l’edificio.
Non si registrano feriti né danni rilevanti, ma il clima resta teso. L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della gestione degli spazi urbani, delle occupazioni e degli interventi di riqualificazione, con inevitabili ricadute sul territorio e sulla comunità locale.
Per i manifestanti, la protesta di questa sera potrebbe segnare un punto di svolta, dopo anni di utilizzo non autorizzato di locali destinati ora a essere restituiti a un progetto di recupero atteso da tempo.