Catania, notte fonda a Casarano: una sconfitta che pesa e fa riflettere

Il Catania cade rovinosamente al “Capozza” di Casarano, interrompendo una serie positiva che durava da nove giornate e mostrando, per la prima volta in maniera evidente, un’involuzione preoccupante nel gioco e nell’atteggiamento. Una sconfitta meritata per quanto visto in campo, resa ancor più amara da un arbitraggio discutibile che ha contribuito a esasperare gli animi e a irrigidire una partita già di per sé complicata.

Un approccio sbagliato che segna subito la partita

I rossazzurri partono male, malissimo. Dopo appena nove minuti il Casarano è già in vantaggio: Cajazzo brucia l’intera retroguardia etnea infilandosi tra Donnarumma e Dini, approfittando di un clamoroso errore di posizionamento che si rivelerà decisivo. Un episodio che taglia le gambe al Catania, incapace da quel momento in poi di reagire con la convinzione necessaria.

La squadra di Toscano mostra una preoccupante mancanza di lucidità e ritmo. La manovra è imprecisa, spezzata, priva di idee. Gli attaccanti – Lunetta e Caturano in primis – non incidono mai, quasi mai pericolosi dalle parti di Bacchin. Nel primo tempo arriva un solo tiro nello specchio, troppo poco per una formazione che punta alla zona altissima della classifica.

Ripresa nervosa e arbitraggio nel mirino

Nel secondo tempo il Catania prova a scuotersi. Toscano cambia uomini ma non riesce a cambiare il volto all’incontro. Il copione resta lo stesso: manovra lenta, spazi stretti, zero inventiva negli ultimi metri. A peggiorare il quadro ci pensa il direttore di gara, il signor Frasyniak di Gallarate, protagonista di una serata disastrosa.

L’episodio più grave arriva nei primi minuti della ripresa: Rolfini viene steso in area in un’azione molto simile a quella che, appena una settimana fa a Caserta, era costata un rigore al Catania. Stavolta, però, nonostante l’ausilio del Football Video Support, l’arbitro lascia correre. Una decisione che cambia il match, alimenta il nervosismo e spegne ulteriormente la squadra etnea.

La direzione arbitrale complessiva è confusa, piena di inversioni di fischio, falli non sanzionati ai pugliesi e gestione dei cartellini discutibile. Ma, al netto degli errori del fischietto lombardo, il Catania fa troppo poco per meritare il pareggio.

Casarano più lucido, Catania irriconoscibile

Il Casarano, reduce da cinque sconfitte consecutive, gioca con ordine, determinazione e spirito di sacrificio, trovando nuova linfa grazie al suo pubblico. I pugliesi concedono pochissimo, chiudono ogni varco e mostrano una solidità difensiva finora mai vista in stagione.

Il Catania, invece, offre una delle peggiori prestazioni dell’anno: lento, prevedibile, impreciso. Mancano ritmo, personalità, idee. E soprattutto manca quel guizzo negli ultimi metri che spesso ha permesso agli etnei di sbrogliare partite complicate.

Un campanello d’allarme da non ignorare

Quella del “Capozza” non è una semplice sconfitta: è un alert. Una prestazione preoccupante, che impone riflessioni e autocritica. Il cammino è ancora lungo, ma per rimanere in scia delle migliori serve ritrovare ritmo, attenzione e identità.

Il vero Catania non è questo, e Toscano lo sa bene. Ripartire subito è l’unica strada per evitare che una battuta d’arresto si trasformi in un pericoloso ridimensionamento delle ambizioni.

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