Catania, il 4 a 0 al Cosenza nasce dalla tattica: Longo trova la chiave con Cavuoti

Catania, il 4 a 0 al Cosenza nasce dalla tattica. Il 4-0 al Cosenza non è soltanto una vittoria larga. Al Massimino si è visto un Catania più aggressivo, meglio organizzato e soprattutto più efficace nelle due fasi. La posizione di Cavuoti ha cambiato gli equilibri.

Dopo un avvio complicato, Emilio Longo aveva bisogno di una risposta sul campo. È arrivata. E non soltanto attraverso il risultato.

La differenza rispetto alle prime uscite si è vista soprattutto nell’atteggiamento. Il Catania ha alzato il pressing, ha accorciato le distanze tra i reparti e ha cercato di recuperare il pallone più avanti. Una squadra più corta e più aggressiva, capace di accompagnare meglio la manovra offensiva.

La vera intuizione, però, è stata Cavuoti.

Cavuoti tra le linee: la mossa che ha aperto il Cosenza

Longo lo aveva annunciato come centrocampista. Al fischio d’inizio lo ha invece portato sulla trequarti, alle spalle della punta.

È stata la chiave tattica della gara.

Cavuoti si è mosso tra centrocampo e difesa del Cosenza, costringendo gli avversari a scegliere continuamente se seguirlo o proteggerne la zona. Da lì sono nati spazi importanti per gli inserimenti.

Il giovane rossazzurro ha inoltre dato un riferimento in più alla costruzione. Non solo ricezione, ma anche movimento senza palla e qualità nell’ultimo passaggio.

Il secondo gol fotografa bene il concetto. Torrasi partecipa alla combinazione, Cavuoti legge lo spazio e Lunetta arriva alla conclusione. Una giocata semplice, ma costruita attraverso movimenti che nelle precedenti partite erano mancati.

Pressing e distanze: il Catania cambia atteggiamento

Un altro elemento significativo è stato il lavoro in fase di non possesso.

Gli etnei hanno cercato di disturbare subito la prima costruzione del Cosenza. La pressione ha funzionato soprattutto perché i reparti sono rimasti vicini.

Quando il pressing saltava, la squadra riusciva comunque a ricompattarsi senza lasciare voragini alle spalle.

È probabilmente questo uno degli aspetti sui quali Longo ha lavorato maggiormente. Il Catania non è ancora una squadra completamente rodata, ma ha mostrato una struttura più riconoscibile.

Quaini, equilibrio e qualità

In questo sistema Alessandro Quaini assume un’importanza ancora maggiore.

La sua duttilità permette a Longo di avere un giocatore capace di partecipare alla costruzione e, allo stesso tempo, garantire copertura.

Quaini legge bene le situazioni e accompagna la manovra senza perdere di vista gli equilibri. La sua presenza consente alla squadra di avere un riferimento affidabile anche quando la linea di centrocampo si alza.

È uno di quei giocatori che incidono sulla partita anche quando non finiscono nel tabellino.

Russo dà profondità, Cicerelli trasforma

Anche il reparto offensivo ha mostrato segnali interessanti.

Flavio Russo non è stato soltanto il finalizzatore del 3-0. Il suo lavoro spalle alla porta ha permesso alla squadra di risalire e di coinvolgere maggiormente gli esterni.

Cicerelli, invece, ha avuto il compito di concretizzare dal dischetto l’azione che ha sbloccato il risultato.

Il primo gol ha avuto anche un valore tattico: ha costretto il Cosenza a scoprirsi e ha aumentato gli spazi per le successive combinazioni offensive.

Insigne, ingresso perfetto

La serata si è chiusa con il gol di Roberto Insigne.

Un ingresso ideale per il nuovo attaccante, che ha trovato subito la rete e il sostegno del Massimino. La sua presenza aggiunge un’altra soluzione offensiva a una rosa che, con i nuovi innesti, sembra avere maggiore varietà.

Il 4-0 è un punto di partenza

Il risultato non deve però cancellare i problemi emersi nelle prime giornate.

Il Cosenza ha mostrato evidenti difficoltà e rappresentava un avversario in crisi. Alcune imprecisioni del Catania sono rimaste. E servirà maggiore continuità per capire se la crescita è davvero strutturale.

La differenza, questa volta, è stata nella capacità di dare un senso alle proprie giocate.

Pressing, distanze più corrette, Cavuoti tra le linee, Russo riferimento offensivo e Quaini elemento di equilibrio. Longo ha trovato una combinazione che ha funzionato.

Ora arriva la parte più difficile: ripeterla.

La sfida con la Scafatese dirà molto di più. Se il Catania riuscirà a mantenere questi principi anche contro un avversario capace di proporre una partita diversa, allora il 4-0 al Cosenza potrà essere letto non come una semplice serata positiva, ma come il primo vero segnale della nuova identità tattica rossazzurra.

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