Catania, Varrà: Il mercato mi soddisfa. Il mercato è ormai alle spalle, adesso la parola passa al campo. È questo, in sintesi, il messaggio lanciato questa mattina da Fortunato Varrà, direttore sportivo del Catania FC, intervenuto in conferenza stampa per fare il punto della situazione dopo le prime uscite stagionali.
Il dirigente rossazzurro ha difeso il lavoro svolto dalla società durante la sessione di mercato, senza però nascondere la necessità di una svolta immediata sul piano dei risultati.
«La mia valutazione del mercato è positiva – ha spiegato Varrà – ma sarà il campo a stabilire la bontà del nostro lavoro». Il direttore sportivo si è detto soddisfatto degli innesti effettuati, indicando in Roberto Insigne l’operazione che gli ha dato maggiore soddisfazione. Un affare chiuso, ha ricordato, praticamente allo scadere, alle 19:58.
Varrà ha sottolineato anche il clima di collaborazione all’interno della società: tutte le operazioni sarebbero state condivise, comprese quelle legate alle indicazioni fornite da Emilio Longo. L’obiettivo, secondo il ds, era costruire una rosa composta da giocatori funzionali al progetto, riuscendo contemporaneamente a ridurre sia l’età media della squadra sia il monte ingaggi. Una strategia che, a suo dire, ha consentito anche di rispettare il salary cap.
Difesa da registrare: «Serve maggiore compattezza»
Uno dei temi centrali della conferenza è stato inevitabilmente quello relativo alle difficoltà difensive mostrate dal Catania nelle prime gare di campionato.
Varrà ha individuato soprattutto nell’adattamento al nuovo sistema di gioco una delle ragioni delle difficoltà. I difensori, infatti, stanno interpretando un calcio diverso rispetto alla passata stagione, con la linea chiamata a giocare più alta e a muoversi maggiormente in avanti.
Per il direttore sportivo occorre quindi lavorare sulla compattezza: non soltanto tra i difensori, ma tra tutti i reparti. Una fase di adattamento che, tuttavia, dovrà essere superata rapidamente.
«A Catania bisogna fare punti»
Il concetto più volte ribadito da Varrà è stato molto chiaro: a Catania non basta più parlare di potenzialità.
La squadra deve iniziare a trasformare le aspettative in risultati. «Dobbiamo alzare l’asticella e ripagare la fiducia dell’ambiente», il senso delle parole del ds, che ha invitato la squadra a essere più concreta e pragmatica.
Il gioco, almeno in questa fase, passa in secondo piano rispetto alla necessità di conquistare punti. Anche i fischi del pubblico, secondo Varrà, vanno accettati: la maglia del Catania ha un peso importante e chi la indossa deve essere pronto a sostenerlo.
«Lunedì dobbiamo cambiare marcia», è stato il messaggio rivolto alla squadra.
Il rapporto con Longo e le scelte di mercato
Varrà ha poi parlato del rapporto con l’allenatore. Le scelte di mercato, ha spiegato, sono state condivise con il tecnico e orientate alla costruzione di una rosa ritenuta adatta alle esigenze tattiche della squadra.
Anche dopo la gara contro l’Inter U23, il confronto con Longo sarebbe avvenuto in maniera serena, senza particolari tensioni. Il ds ha però ammesso di non essere completamente soddisfatto del mercato, spiegando che alcune dinamiche delle ultime ore non hanno permesso di intervenire su tutte le situazioni che avrebbe voluto sistemare.
La convinzione, comunque, resta forte: «Sulla carta siamo i più forti». Adesso, però, dovrà essere il campo a confermarlo.
Mihai, Di Gennaro e le altre uscite
Spazio anche alle operazioni in uscita e ad alcune vicende che hanno alimentato discussioni nelle ultime settimane.
Sul caso Mihai, Varrà ha ridimensionato le polemiche, parlando di un’operazione conclusa senza particolari retroscena: il giocatore, una volta arrivato, avrebbe manifestato problemi personali e la società avrebbe dovuto trovare rapidamente una soluzione.
Sul fronte dei rinnovi, il ds ha chiarito che i giocatori interessati hanno contratti in scadenza nel 2027. Nessuna situazione di particolare tensione, secondo Varrà: chi vuole restare sarà il benvenuto, mentre chi manifesterà la volontà di andare via non verrà trattenuto contro la propria volontà. Al tempo stesso, però, tutti sono chiamati a garantire il massimo impegno finché vestiranno la maglia rossazzurra.
Varrà ha quindi ringraziato Francesco Di Tacchio, definendolo un professionista serio e spiegando che, non rientrando nel progetto tecnico, ha lasciato il Catania appena si è presentata l’occasione.
Diverso il discorso relativo a Jimenez e Leonardi. Nel primo caso, il giocatore avrebbe manifestato il desiderio di trasferirsi dopo la richiesta arrivata da Angelozzi. Per Leonardi, invece, sarebbe stato lo stesso calciatore a chiedere di andare via, ritenendo che il sistema di gioco adottato a Catania non fosse ideale per esprimere al meglio le proprie caratteristiche.
«Lo spogliatoio è sano»
Uno dei passaggi più decisi della conferenza ha riguardato le notizie e le indiscrezioni circolate recentemente sull’ambiente rossazzurro.
Varrà ha invitato la stampa a esercitare il proprio ruolo con senso di responsabilità, sostenendo che alcune ricostruzioni possono rischiare di creare instabilità all’interno del gruppo.
Il riferimento è stato anche al caso Di Gennaro, che secondo il ds avrebbe provocato non pochi problemi.
Il dirigente ha comunque escluso l’esistenza di fratture nello spogliatoio, descrivendo il gruppo come sano e unito. Anche le recenti dichiarazioni di Longo, secondo Varrà, non devono essere interpretate come una polemica nei confronti della società o della squadra.
I nuovi acquisti e la rosa
Per quanto riguarda la disponibilità dei nuovi tesserati, Varrà ha spiegato che, ad eccezione di Cabianca e Caligara, gli altri nuovi arrivi sono pronti per essere utilizzati.
Restano invece fuori lista Di Marco e Raimo.
L’obiettivo dichiarato è costruire un gruppo forte e soprattutto mentalmente pronto ad affrontare la pressione di Catania. Una pressione che, secondo il ds, non deve trasformarsi in paura del Massimino: chi veste la maglia rossazzurra deve essere consapevole delle responsabilità che comporta.
«Il campionato è equilibrato, ma dobbiamo essere competitivi»
Infine, Varrà ha definito il campionato particolarmente livellato, evitando però di nascondere le ambizioni del Catania.
La domanda sulla possibilità di vincere il torneo ha trovato una risposta prudente ma significativa: il Catania deve essere competitivo e, per il ds, ha tutte le carte per esserlo.
Ora, però, servono i fatti.
Il mercato è stato giudicato positivamente, la società ha ribadito la propria fiducia nel gruppo e la rosa è stata costruita con l’obiettivo dichiarato di puntare in alto. Ma dopo le prime difficoltà, il tempo delle valutazioni sulla carta deve lasciare spazio a quello dei risultati.
A Catania, in fondo, il concetto espresso da Varrà è semplice: bello o brutto che sia, adesso bisogna fare punti. E bisogna farli in fretta.