Congresso regionale Uil Scuola Rua, Salvo Mavica riconfermato coordinatore territoriale per la provincia di Catania

Un Terzo Congresso regionale partecipato e sentito quello della UIL Scuola RUA Sicilia, che si è svolto nei giorni scorsi a Mondello (PA). Al Congresso erano presenti il Segretario Nazionale, Pino Turi, il Segretario Nazionale aggiunto, Giuseppe D’aprile e il Segretario Confederale, Giuseppe Raimondi e il Segretario generale regionale Claudio Parasporo.

Durante i lavori congressuali, i delegati hanno votato all’unanimità il Segretario generale, la Giunta esecutiva, composta dai responsabili territoriali delle nove provincie, e in fine la designazione ed incarico di “Coordinatore territoriale” di Salvo Mavica per la Provincia Regionale di Catania e la proposta di “Coordinatori territoriali” di Mario Rubino per la Provincia di Siracusa e Lillo Burgio per la Provincia di Agrigento.

Con questo Congresso si è concretizzata la regionalizzazione delle Segreterie della Uil Scuola a seguito dell’adesione della Provincia di Trapani cui responsabile territoriale è Fulvio Marino. Durante i loro interventi i Segretari Claudio Paraspoto, Pino Turi e Giuseppe D’aprile, hanno avuto parole di apprezzamento nei confronti di Salvo Mavica, Eugenio Tumbarello e Beppe Termini, per l’ottimo lavoro svolto che ha comportato il grande successo elettorale per il rinnovo della RSU in Sicilia, sempre in crescita e che fa registrare di oltre il 90 per cento dei votanti.

Con l’occasione di questo terzo Congresso il Segretario nazionale, Pino Turi, nel suo intervento, ha chiarito le motivazioni per cui la Uil Scuola, in prima linea, insieme alle quattro sigle sindacali firmatarie del CCNL, sono state costrette ad indire lo sciopero generale della scuola del 30 maggio p.v., facendo l’excursus di tutti i punti critici e le proposte che puntualmente, ormai da troppo tempo, sono rimaste inascoltate, auspicando, così, che l’alta partecipazione nell’esercizio della democrazia del mondo della scuola possa indurre politica e governo a prestare l’attenzione spettante e dovuta, per come sancito dalla Costituzione italiana, prima, e dai decreti delegati, dopo.

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